Cosa è il LOVE BOMBING

Tutti possono inciampare nella trappola del love bombing ma, questa tattica sembra essere ancora più efficace su chi si porta dentro ferite profonde e lontane: chi si è sentito rifiutato o ha subito abusi durante l’infanzia sarà più incline a cadere nel tranello, così come chi ha una bassa autostima e non ha ricevuto mai convalide esterne.

Anche persone istruite, realizzate e molto intelligenti possono cadere nella trappola del love bombing, ne è un esempio Michelle Hunziker che ha ammesso di essere stata soggiogata da abili manipolatori che l’hanno resa succube di un ciclo perpetuato di abusi, facendo leva sulle sue più nascoste fragilità.

 

 

 

Sì, ma in sostanza, che cos’è il love bombing?

2-01

Il love bombing è una tecnica di manipolazione che fa leva sui bisogni e sulle speranze altrui. In genere le speranze sfruttate dal predatore vertono sul bisogno inconscio che ogni persona ha di essere amata incondizionatamente, di essere accettata e di sentirsi parte di qualcosa.

Love bombing significa letteralmente “bombardamento d’amore“. In termini pratici, si tratta di manifestazioni deliberate di affetto elargite con estrema attenzione e a elevata intensità.

Attenzioni e manifestazioni d’affetto che sottintendono diversi messaggi nascosti, quali: io e te abbiamo molto in comune, tu non sei e non sarai mai sola, io ti capisco, io ti accetto, non ti tradirò mai, sei una persona speciale, sei meravigliosa… e altri messaggi lusinghieri.

Chi attua questa tecnica fa sentire amato, venerato e apprezzato la sua preda che, dal suo canto, in un primo momento, si sentirà accudita e piena di attenzioni.

In modo più o meno inconsapevole, questo stratagemma è messo in atto da chi soffre di disturbo narcisistico di personalità o disturbo borderline di personalità e, più consapevolmente, da chi soffre di disturbo antisociale di personalità.

 

Disturbo narcisistico e borderline hanno molti tratti in comune, infatti, chi soffre di questi disturbi, ha la caratteristica di idealizzare, solo in un primo momento il partner, per poi svalutarlo più avanti nel tempo.

2-02

Quanto dura questa ondata di attenzioni e amore? 

 

E’ difficile prevedere la durata del love bombing perché tutto dipende dal nutrimento che il predatore riesce a ottenere dalla sua vittima e dalle dinamiche innescate nel rapporto.

 

 

La vittima del love bombing

Come premesso, chiunque può essere vittima del love bombing, ma questa tecnica risulta particolarmente potente sui figli di narcisisti, borderline, figli di genitori separati o che, in qualche misura, hanno già subito abusi emotivi.

Il love bombing attecchisce più facilmente quando vi sono fragilità di fondo. Il motivo? Chi da bambino non si è sentito davvero accettato, diviene orfano di amore, cresce con una considerevole fame emotiva e quando viene travolto dal love bombing, viene colpito in pieno proprio come se fosse una valanga. Le attenzioni elargite con il love bombing, sono come una fonte traboccante d’acqua in pieno deserto, resisterle sarebbe impossibile.

 

Così, in un primo momento, il love bombing può consolidare legami… l’unico problema è che, quando il predatore perderà il suo interesse, la vittima sperimenterà di nuovo la solitudine, quel rifiuto tanto temuto e un profondo senso di abbandono.

 

Love bombing da manuale: come funziona

 

Quella dell’adulazione è un’arte ed è intrinseca nelle prime fasi del love bombing. Il love bombing, da manuale, funziona così:

1.Prima ti mette su un piedistallo

2.Poi ti isola da parenti e amici

3.Esercita un controllo su di te

4.Distorce la realtà

5.Ti pone in una situazione di instabilità creando un equilibrio instabile

Nella relazione con un narcisista o con un borderline, il love bombing si può descrivere con le fasi appena elencate, in realtà, queste fasi sono comuni anche per l’adescamento delle vittime delle sette anche se i contesti sono completamente differenti.

Per iniziare, il predatore ti mette su un piedistallo, ti adora, ti fa sentire una meraviglia: perfetta, bella, intelligente, davvero speciale! Il problema è che nella prima fase, quando a praticare il love bombing è un narcisista o un borderline, questa persona non sta apprezzando realmente ciò che sei ma l’immagine idealizzata che si è fatta di te.

L’isolamento da amici e parenti a volte è voluto (per esempio, è voluto al fine da isolare la vittima dalla realtà e dai legami reali), altre volte, invece, è solo un effetto collaterale: il narcisista o il borderline di turno, ha voglia di vivere un rapporto basato sull’esclusività unidirezionale (devo esistere solo io per te) o reciproca (esisti solo tu per lui, deve esistere solo lui per te!).

Può sembrare romantico che una persona sia così follemente innamorata di te da non resiste un solo giorno senza “viverti”… ma con il passar dei giorni, il predatore ti pone in una bolla che si ispessisce sempre di più, fino ad allontanarti da amici e parenti. Questo diventa ancora più vero se i tuoi amici e parenti non appoggiano il tuo legame con “il conquistatore”.

Dal love bombing all’esclusività del rapporto, si passa alla manipolazione e al controllo. Questo step è ancora più vero quando si ha a che fare con un narcisista perverso che, per sorprenderti e con il pretesto che agisce “per il tuo bene“, finirà per scegliere sempre ciò che è meglio per te.

Ciò non è sempre vero in un rapporto con una persona con disturbo borderline di personalità (DBP) che conserverà, più a lungo, la tendenza a gratificare il partner per sopperire al terrore dell’abbandono che egli stesso, poi, cercherà di innescare in altri modi.

Il predatore potrebbe finire col gestirti la vita e tu farai presto a dimenticare che un tempo avevi i tuoi desideri e le tue esigenze. Tutto questo, accade, in uno scenario in cui il predatore è tremendamente abile a rigirare la frittata e distorcere la realtà a suo piacimento, atteggiamento che ti farà sentire sempre più confusa e lontana da ciò che davvero sta accadendo nella tua vita.

In una relazione con un manipolatore emotivo, il love bombing è combinato con periodi di silenzio e distacco, il tutto per creare un senso di instabilità e desiderio nella vittima. Si parla, infatti, di “rafforzamento intermittente”, un vero e proprio abuso psicologico che vede la combinazione di benessere e sofferenza. Una somministrazione periodica di amore euforico e incondizionato con distacco e briciole d’amore. In questo modo, sarai inconsciamente indotta a ripetere quegli schemi che ti portano alla ricerca di approvazione: è così che il “predatore patologico” tiene vivo il ciclo di abuso e continua a controllare la sua vittima.

Il predatore patologico innesca la paura dell’abbandono e la mantiene viva con periodici episodi di distacco che si intervallano a periodi di amore incondizionato e attenzioni estreme, questa è la perfetta manipolazione soprattutto per chi è cresciuto orfano di amore. Questo “rafforzamento intermittente” ha un doppio effetto, da un lato innesca in te la paura dell’abbandono e, dall’altro, influenza i tuoi sentimenti facendoti legare, paradossalmente, in modo più profondo al tuo predatore.

 

Comprendere e riconoscere queste dinamiche è il primo passo per mettersi in salvo. Sensibilizzare il pubblico su tematiche affini è un modo per mettere in salvo qualsiasi potenziale vittima di un predatore patologico.

 
 
tratto dal web –
Il love Bombing del manipolatore emotivo

 

Anna De Simone

Attenti al linguaggio che usate con voi stessi, l’inconscio ascolta

Ogni nostra decisione, ogni stato d’animo, ogni malattia, ogni comportamento, ogni cambiamento fisiologico ecc. ha origine grazie alla comunicazione che abbiamo continuamente con noi stessi. Se ci rivolgiamo a noi stessi con un linguaggio debilitante, il risultato sarà un comportamento debilitante e se ci rivolgiamo a noi stessi con un messaggio di potere e di possibilità il nostro comportamento ci darà un risultato di potere e di successo.

Rivolgersi a se stessi con parole tipo: io sono un fallito, che sbadato che sono, io sono una persona negativa, io sono sfortunato, io sono stressato, capitano tutte a me, non ce la farò mai, sono un incapace, che stupido che sono ecc. significa gettare il seme di un malessere inconscio.

Il potere del linguaggio

head-2032751_960_720

Le parole, dette o pensate, hanno un immenso potere: possono esprimere fiducia, orgoglio, passione, gioia.. ma possono anche ferire, giudicare, bloccare, scoraggiare. Quando parole con queste connotazioni arrivano dagli altri, è più semplice comprenderne l’impatto negativo sul nostro umore. Siamo invece meno propensi ad analizzare le parole che rivolgiamo a noi stessi, che hanno un impatto ancor maggiore.

Le parole che fanno male all’inconscio e ci complicano la vita

1) Parole forti

Ci sono situazioni che prevedono l’impiego di termini forti quali “devastante”, “terribile”, “raccapricciante”, “spaventoso”…. il problema è che queste parole estreme vengono impiegate comunemente nel linguaggio di alcune persone per dare valore aggiunto a un’emozione o un’esperienza che nella realtà dei fatti potrebbe essere stata solo fastidiosa. Prestate attenzione a non abusare di questi termini perché, anche in questo caso, l’inconscio ascolta.

Cosa fare: pesate bene le parole prima di aprir bocca. Sembra scontato ma non lo è, imparate a usare una certa oggettività, anche se la cosa vi riguarda e vi ha scottato. Attenzione a non amplificare le emozioni enfatizzandone fino all’estremo nella descrizione verbale.

 

2) Parole “tutto o niente”

“La vita non è solo bianco e nero, è anche Oro”. Recitava così un vecchia pubblicità (J’Adore, della casa di moda Christian Dior), probabilmente è stata l’unica volta in cui uno spot televisivo ha detto la verità; infatti, la vita è fatta di tante sfumature e colori… purtroppo le parole “tutto o niente” ignorano questo concetto e lanciano segnali sbagliati al nostro inconscio. L’inconscio che fa? Incamera e diventa estremo.

Cosa fare: sostituire le parole quali “sempre”, “mai”, “assoluto”, “completo”, “eterno”, “zero”, “niente”, “tutto”… Alcuni esempi: “è tutto sbagliato” oppure “va a finire sempre così..”. Queste parole vanno sostituite sì nel linguaggio quotidiano ma soprattutto nei processi di pensiero.

 

3) Parole giudicanti

 

Non parlo di pregiudizi sociali ma delle etichette che tendiamo ad affibbiarci ogni giorno. “Sono uno stupido” o ancora “fallito”, “incapace”, “sbagliato”, “mostro”…. Queste parole esprimono un giudizio assolutistico sulla persona e spesso vanno proiettati all’esterno nel peggiore dei modi. Possono addirittura causare ansia.

Cosa fare: evitate di indossare abiti così pesanti. Se proprio non potete fare a meno di offendervi non fatelo in modo assolutistico. Riflettete e, al posto del classico “sono stupida” usate formule tipo “in questa circostanza non sono stata scaltra, avrei potuto agire in modo diverso…”. Analizzate il vostro atteggiamento senza escludere il contesto in cui si è svolto il tutto.

 

4) Parole “Ordini e imposizioni”

Quotidianamente ci bombardiamo di ordini e imposizioni: devo dimagrire, devo studiare, devo, devo, devo…. tutte le parole che denotano un ordine come “devo” “bisogna” “è obbligatorio”…. innescano ansia, stress e senso di colpa. Qualora il “devo” dovesse risultare incompiuto, potrebbero insorgere forti frustrazioni.

Cosa fare: sostituire il “devo” con “posso”. Anche nel routine di pensiero quotidiano, ripetersi “posso studiare” al posto di “devo studiare”, può fare una grossa differenza.

 

5) Parole che sottostimano

Altra spina nel fianco del linguaggio quotidiano sono le parole che ci sottostimano, o meglio, che ci vittimizzano. Sono demoralizzanti e hanno l’abilità di minare sensibilmente l’autostima. Chi abusa di queste parole può entrare in un meccanismo di apatia fino a sentirsi sollevato dalle responsabilità o perdere il coraggio di affrontare le difficoltà.

 

 

Cosa fare: sostituire le espressioni come debole, impossibile, esausto, inutile, non posso, vulnerabile, incapace. Si tratta di vocaboli demotivanti, valgono gli stessi consigli visti per le “Parole giudicanti”.

Il linguaggio delle persone di successo

Curare il proprio linguaggio è un requisito fondamentale per condurre una vita migliore. Gli uomini di successo hanno un linguaggio diverso, non usano affermazioni fallimentari perché sono consapevoli del potere che le parole hanno su di loro. Una parola ripetuta continuamente forgia il nostro carattere e di conseguenza la nostra personalità. Le parole possono creare la salute e la malattia.

 

Siate gentili con voi stessi, nessuno può esserlo meglio di voi. Rivolgendovi a voi stessi continuamente con espressioni di potere quali: sono meraviglioso, tutti mi vogliono bene, sono bravissimo nel mio lavoro, sono una persona amorevole, sono pieno di risorse e capacità, sto benissimo ecc. vi renderete conto che, pian piano, il malessere viene rimosso per lasciare il posto a un benessere senza precedenti e a un potere senza limiti.