IN.F.I.E.Ri organizza seminario esperienziale

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I RISULTATI DEL TEST: Qual è il vostro livello di autostima?

PRIMO GRUPPO: COME REAGITE ALLE CRITICHE

VALUTAZIONE

Da 6 a 9 punti: le critiche altrui non hanno certo il potere di scalfire le vostre convinzioni. In genere ascoltate ma poi tirate diritti per la vostra strada. Di solito non avete bisogno del sostegno di nessuno: se qualcosa vi convince siete disposti a condurre in porto i vostri progetti anche nella più completa solitudine.

Da 10 a 14 punti: la vostra è una posizione ideale. Ascoltate le critiche e tenete conto solo se vi sembrano costruttive. Accettate l’idea di sbagliare e di dover rivedere le vostre posizioni: questa eventualità non vi turba più di tanto.

Da 15 a 18 punti: tanto più non accettate l’idea di essere criticati quanto più non accettate di sbagliare. Le critiche hanno il potere di farvi infuriare in primo momento: subito dopo vi trasformate nel più feroce critico di voi stessi. Proprio perché non accettate le critiche, pretendete da voi stessi la perfezione: una perfezione che, com’è normale, non riuscita quasi mai a raggiungere. Questo fallimento non fa che giocare a sfavore della vostra autostima.

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SECONDO GRUPPO: COME ESPRIMENTE LE VOSTRE OPINIONI E LE VOSTRE ESIGENZE

VALUTAZIONE

Da 6 a 9 punti: non avete difficoltà ad esprimere chiaramente le vostre opinioni in pubblico né a formula le vostre richieste. Non avete certo paura di rendervi impopolari. Sapete ciò che volete e non siete disposti a rinunciare a quello che vi spetta. Non è un problema per voi affrontare l’ostilità altrui: siete dei combattenti nati.

Da 10 a 14 punti: avete un atteggiamento ideale: riuscite a farvi rispettare, esprimendo chiaramente le vostre esigenze e con convinzione le vostre opinioni, ma nello stesso tempo avete delle doti “diplomatiche” che mancano a chi appartiene al primo gruppo.

Da 15 a 18 punti: difficilmente riuscite ad esprimere con chiarezza le vostre richieste. Siete magari scontenti di una situazione ma brontolate fra di voi senza affrontare i problemi in modo diretto. La paura delle critiche vi trattiene dall’esprimere con forza le vostre opinioni: preferite in ogni caso evitare giudizi negativi che possano sminuire il concetto che avete di voi stessi.

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TERZO GRUPPO: COME GIUDICATE VOI STESSI

VALUTAZIONE

Da 6 a 9 punti: siete senza dubbio orgogliosi di voi stessi.vi trovate a vostro agio nella vostra pelle si vede! Non cambiereste niente di voi: vi siete già accettati da tempo e vi piacete così come siete.

Da 10 a 14 punti: avete una buona opinione di voi stessi. Rispetto a chi appartiene al primo gruppo disponete anche di una buona dose di autocritica, che non guasta mai. Sapete essere obiettivi con voi stessi e riconoscete i vostri punti deboli, ma non per questo non siete fieri delle vostre buone qualità.

Da 15 a 18 punti: non si può dire che abbiate un’alta opinione di voi stessi. Dovreste veramente convincervi del fatto che non siete in alcun modo inferiori agli altri. Vi manca la fiducia in voi stessi ed in ciò che potreste realizzare solo con un po’ più di buona volontà.

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QUARTO GRUPPO: LE VOSTRE CAPACITÀ DI RELAZIONE CON GLI ALTRI

VALUTAZIONE

Da 6 a 9 punti: siete decisamente portati al rapporto con gli altri. Siete socievoli ed estroversi, amate stare in compagnia. Non conoscete timidezze o imbarazzi, al contrario, rischiate a volte di essere un po’ troppo aggressivi.

Da 10 a 14 punti: siete portati ai rapporti con gli altri. Vi sono situazioni che vi intimidiscono ed in cui quindi non riuscite ad esprimervi come vorreste. Non allarmatevi: si tratta di una reazione normale. Siete estroversi, ma non invadenti o aggrssivi.

Da 15 a 18 punti: il vostro rapporto con gli altri è minato dalle vostre insicurezze. Soprattutto se avete ottenuto un punteggio molto alto, soffrite di sensi di inferiorità che vi impediscono di accostarvi agli altri in modo positivo. Ricordate che se voi per primi crederete in voi stessi gli altri non potranno che fare altrettanto.

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VALUTAZIONE FINALE

La somma dei punteggi ottenuti nei vari gruppi. Confrontate il vostro punteggio finale con i profili proposti di seguito: 

Da 24 a 38 punti: la vostra autostima è molto alta. Vi amate molto, siete fieri di ciò che avete realizzato ed avete piena fiducia in ciò che le vostre capacità vi porteranno in futuro. Anche voi avete però un punto debole: non riuscite ad essere obiettivi con voi stessi. Ricordate che un po’ di sana autocritica può salvare a volte delle situazioni problematiche.

Da 39 a 59 punti: complimenti! La vostra è una posizione ideale. Avete un buon grado di autostima, il che vi consente di affrontare con sicurezza la vita. Non vi manca al tempo stesso la capacità di riconoscere i vostri difetti come le qualità altrui. Riuscite ad essere disponibili ed aperti ai contributi degli altri, ma non per questo rinunciate ad affermare la vostra individualità. Avete senz’altro i vostri punti deboli: avete difficoltà ad esprimere voi stessi oppure vi riesce difficile accettare le critiche o inseguite invano la perfezione assoluta. Ma, tutto sommato, con voi stessi avete un rapporto positivo ed equilibrato.

Da 60 a 72 punti: il vostro grado di autostima è piuttosto basso. Se siete single dovreste lavorare prima su voi stessi: se non siete contenti di come procede la vostra vita, cercate di darle un nuovo impulso. Dipende solo da voi. Dedicatevi ad una nuova attività di cui possiate essere orgogliosi; soprattutto, quando pensate a voi stessi fatelo in modo positivo. Anche gli altri faranno lo stesso. Se siete già impegnati tenete presente gli stessi consigli. Ricordate che il partner non può colmare il senso di insoddisfazione che sentite nei confronti di voi stessi.

Attenti al linguaggio che usate con voi stessi, l’inconscio ascolta

Ogni nostra decisione, ogni stato d’animo, ogni malattia, ogni comportamento, ogni cambiamento fisiologico ecc. ha origine grazie alla comunicazione che abbiamo continuamente con noi stessi. Se ci rivolgiamo a noi stessi con un linguaggio debilitante, il risultato sarà un comportamento debilitante e se ci rivolgiamo a noi stessi con un messaggio di potere e di possibilità il nostro comportamento ci darà un risultato di potere e di successo.

 

Rivolgersi a se stessi con parole tipo: io sono un fallito, che sbadato che sono, io sono una persona negativa, io sono sfortunato, io sono stressato, capitano tutte a me, non ce la farò mai, sono un incapace, che stupido che sono ecc. significa gettare il seme di un malessere inconscio.

Il potere del linguaggio

 

Le parole, dette o pensate, hanno un immenso potere: possono esprimere fiducia, orgoglio, passione, gioia.. ma possono anche ferire, giudicare, bloccare, scoraggiare. Quando parole con queste connotazioni arrivano dagli altri, è più semplice comprenderne l’impatto negativo sul nostro umore. Siamo invece meno propensi ad analizzare le parole che rivolgiamo a noi stessi, che hanno un impatto ancor maggiore.

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Le parole che fanno male all’inconscio e ci complicano la vita

1) Parole forti

Ci sono situazioni che prevedono l’impiego di termini forti quali “devastante”, “terribile”, “raccapricciante”, “spaventoso”…. il problema è che queste parole estreme vengono impiegate comunemente nel linguaggio di alcune persone per dare valore aggiunto a un’emozione o un’esperienza che nella realtà dei fatti potrebbe essere stata solo fastidiosa. Prestate attenzione a non abusare di questi termini perché, anche in questo caso, l’inconscio ascolta.

Cosa fare: pesate bene le parole prima di aprir bocca. Sembra scontato ma non lo è, imparate a usare una certa oggettività, anche se la cosa vi riguarda e vi ha scottato. Attenzione a non amplificare le emozioni enfatizzandone fino all’estremo nella descrizione verbale.

 

2) Parole “tutto o niente”

“La vita non è solo bianco e nero, è anche Oro”. Recitava così un vecchia pubblicità (J’Adore, della casa di moda Christian Dior), probabilmente è stata l’unica volta in cui uno spot televisivo ha detto la verità; infatti, la vita è fatta di tante sfumature e colori… purtroppo le parole “tutto o niente” ignorano questo concetto e lanciano segnali sbagliati al nostro inconscio. L’inconscio che fa? Incamera e diventa estremo.

Cosa fare: sostituire le parole quali “sempre”, “mai”, “assoluto”, “completo”, “eterno”, “zero”, “niente”, “tutto”… Alcuni esempi: “è tutto sbagliato” oppure “va a finire sempre così..”. Queste parole vanno sostituite sì nel linguaggio quotidiano ma soprattutto nei processi di pensiero.

 

3) Parole giudicanti

 

Non parlo di pregiudizi sociali ma delle etichette che tendiamo ad affibbiarci ogni giorno. “Sono uno stupido” o ancora “fallito”, “incapace”, “sbagliato”, “mostro”…. Queste parole esprimono un giudizio assolutistico sulla persona e spesso vanno proiettati all’esterno nel peggiore dei modi. Possono addirittura causare ansia.

Cosa fare: evitate di indossare abiti così pesanti. Se proprio non potete fare a meno di offendervi non fatelo in modo assolutistico. Riflettete e, al posto del classico “sono stupida” usate formule tipo “in questa circostanza non sono stata scaltra, avrei potuto agire in modo diverso…”. Analizzate il vostro atteggiamento senza escludere il contesto in cui si è svolto il tutto.

 

4) Parole “Ordini e imposizioni”

Quotidianamente ci bombardiamo di ordini e imposizioni: devo dimagrire, devo studiare, devo, devo, devo…. tutte le parole che denotano un ordine come “devo” “bisogna” “è obbligatorio”…. innescano ansia, stress e senso di colpa. Qualora il “devo” dovesse risultare incompiuto, potrebbero insorgere forti frustrazioni.

Cosa fare: sostituire il “devo” con “posso”. Anche nel routine di pensiero quotidiano, ripetersi “posso studiare” al posto di “devo studiare”, può fare una grossa differenza.

 

5) Parole che sottostimano

Altra spina nel fianco del linguaggio quotidiano sono le parole che ci sottostimano, o meglio, che ci vittimizzano. Sono demoralizzanti e hanno l’abilità di minare sensibilmente l’autostima. Chi abusa di queste parole può entrare in un meccanismo di apatia fino a sentirsi sollevato dalle responsabilità o perdere il coraggio di affrontare le difficoltà.

 

Cosa fare: sostituire le espressioni come debole, impossibile, esausto, inutile, non posso, vulnerabile, incapace. Si tratta di vocaboli demotivanti, valgono gli stessi consigli visti per le “Parole giudicanti”.

Il linguaggio delle persone di successo

Curare il proprio linguaggio è un requisito fondamentale per condurre una vita migliore. Gli uomini di successo hanno un linguaggio diverso, non usano affermazioni fallimentari perché sono consapevoli del potere che le parole hanno su di loro. Una parola ripetuta continuamente forgia il nostro carattere e di conseguenza la nostra personalità. Le parole possono creare la salute e la malattia.

 

Siate gentili con voi stessi, nessuno può esserlo meglio di voi. Rivolgendovi a voi stessi continuamente con espressioni di potere quali: sono meraviglioso, tutti mi vogliono bene, sono bravissimo nel mio lavoro, sono una persona amorevole, sono pieno di risorse e capacità, sto benissimo ecc. vi renderete conto che, pian piano, il malessere viene rimosso per lasciare il posto a un benessere senza precedenti e a un potere senza limiti.